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PREVIDENZA – CLASSIFICAZIONE DEI DATORI DI LAVORO A FINI PREVIDENZIALI – PROVVEDIMENTI DI VARIAZIONE

PREVIDENZA – CLASSIFICAZIONE DEI DATORI DI LAVORO A FINI PREVIDENZIALI – PROVVEDIMENTI DI VARIAZIONE

SENTENZA N. 16875 DEL 12/08/2005

(Sezioni Unite Civili, Presidente V. Carbone, Relatore G. Coletti)

Componendo un contrasto di giurisprudenza, le Sezioni Unite hanno affermato il principio che l’art. 3, comma 8, della legge n. 335 del 1995, nella parte in cui stabilisce che i provvedimenti di variazione della classificazione dei datori di lavoro ai fini previdenziali, adottati dall’INPS di ufficio (o su richiesta dell’azienda) producono effetti dal periodo di paga in corso alla data di notifica del provvedimento di variazione (ovvero dal periodo di paga in corso alla data della richiesta aziendale), ha valenza generale ed è, quindi, applicabile ad ogni ipotesi di rettifica di precedenti inquadramenti operata dall’Istituto previdenziale dopo la data di entrata in vigore della predetta legge – o anche prima, nel caso in cui la modifica, così come attuata, formi oggetto di controversia in corso a quella stessa data – indipendentemente dai parametri adottati, si tratti cioè dei nuovi criteri di inquadramento introdotti dai primi due commi dell’art. 49 della legge n. 88 del 1989, ovvero di quelli applicabili secondo la normativa previgente.

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