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ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - COMPUTO NELL'INDENNITA' DELLE PERDITE AZIENDALI - ESCLUSIONE

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - COMPUTO NELL'INDENNITA' DELLE PERDITE AZIENDALI - ESCLUSIONE

SENTENZA N. 2424 DEL 31/01/2008

(Sezione Prima Civile, Presidente U. R. Panebianco, Relatore S. Benini)

La S.C. ha affermato che l'indennità di espropriazione non può superare in nessun caso il valore determinabile con l'applicazione del criterio legale previsto dalla legge, per cui non può incidere il reale pregiudizio che il proprietario od altro titolare di minore diritto di godimento risentono come effetto dal non potere ulteriormente svolgere mediante l'uso dello stesso immobile la precedente attività. Di conseguenza, ove risulti impedito sul luogo l'ulteriore svolgimento dell'impresa che utilizzava gli immobili per fornire i propri servizi, l'espropriazione non si estende al diritto dell'imprenditore su di essi, né all'azienda organizzata dall'imprenditore, sì che il valore del bene espropriato debba comprendere quello dell'azienda in sé considerata, quale complesso funzionale organizzato, risultante da una pluralità di elementi. Nel caso di specie (relativo all’espropriazione di terreno destinato a parcheggio a servizio di struttura alberghiera) la S.C. ha affermato che le perdite aziendali lamentate dall'espropriato non sono suscettibili di indennizzo, ed è sufficiente a compensare la perdita subita l'applicazione del criterio legale previsto nel caso di espropriazione parziale (nella specie disciplinata dall'art. 15 bis legge prov. Trento 19 febbraio 1993, n. 63, riproduttiva dell'art. 40 legge 25 giugno 1865, n. 2359), assumendo le perdite aziendali rilevanza autonoma rispetto alla perdita dominicale solo nella diversa ipotesi di espropriazione di

azienda agricola (art. 16 legge 22 ottobre 1971, n. 865).
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