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CIRCOLAZIONE STRADALE – VIOLAZIONI – OMESSA CONTESTAZIONE IMMEDIATA - CONSEGUENZE (SENTENZA N. 12619

CIRCOLAZIONE STRADALE – VIOLAZIONI – OMESSA CONTESTAZIONE IMMEDIATA - CONSEGUENZE

SENTENZA N. 12619 DEL 13/06/2005

(Sezione Prima Civile, Presidente G. Cappuccio, Relatore C. De Chiara)

Per le violazioni del codice della strada, non potendo ad esse applicarsi la disposizione generale dell'art. 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689 in tema di sanzioni amministrative, secondo cui la mancata contestazione immediata è priva di effetto estintivo dell'obbligazione sanzionatoria qualora sia stata effettuata la tempestiva notifica del verbale di accertamento della stessa, i motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, da indicarsi -in base alla disciplina speciale di cui agli artt. 200 e 201 cod. str.- nel verbale di accertamento a pena di illegittimità del medesimo e dei successivi atti del procedimento, ove oggetto di specifica censura da parte dell'opponente, debbono formare oggetto di particolare e diretta disamina da parte del giudice, che non può limitarsi ad un generico riferimento ad essi senza specificarne il contenuto, accomunandoli in un giudizio complessivo ed apodittico, ma, è tenuto a compiutamente valutarli, chiarendo con adeguate e pertinenti argomentazioni le ragioni del proprio decidere ( Nell'enunciare il suindicato principio, la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di pace, limitatosi ad osservare che nel verbale "a giustificazione dell'omessa contestazione immediata, sono state usate formule ripetitive, generiche, di rito, quasi a voler prefigurare l'intenzione della P.A. di predisporre un servizio per nulla idoneo per procedere alla contestazione immediata". Nel ritenere tale passo del tutto lacunoso, e

conseguentemente in effetti sussistente il lamentato difetto di motivazione, la S.C. ha osservato che non risultano a tale stregua dalla medesima evincibili le circostanze addotte dai verbalizzanti a giustificazione della omessa immediata contestazione, e, quindi, in base a quali controllabili -in sede di legittimità- argomentazioni il giudicante fosse pervenuto alle raggiunte conclusioni ).
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