Mercoledì, Ottobre 18, 2017
   
Zoom
Login

LAVORO PUBBLICO – STRANIERI EXTRACOMUNITARI - ESCLUSIONE DALL’ACCESSO AL LAVORO PUBBLICO AL DI FUORI

LAVORO PUBBLICO – STRANIERI EXTRACOMUNITARI - ESCLUSIONE DALL’ACCESSO AL LAVORO PUBBLICO AL DI FUORI DELLE ECCEZIONI PREVISTE DALLA LEGGE - FONDAMENTO

SENTENZA N. 24170 DEL 13/11/2006

Con un’importante decisione in tema di azione civile contro la discriminazione, per la quale non consta alcun precedente specifico, la S.C., decidendo sul preteso carattere discriminatorio del rifiuto opposto da un’amministrazione pubblica di procedere all’iscrizione di un cittadino albanese nelle liste riservate ai disabili per l’accesso al lavoro presso la P.A., ha affermato che il requisito del possesso della cittadinanza italiana, richiesto per accedere al lavoro alle dipendenze della P.A. dall’art. 2 del d.P.R. n.487 del 1994 – norma “legificata” dall’art. 70, comma 13, del d.lgs.n.165 del 2001 – e dal quale si prescinde, in parte, solo per gli stranieri comunitari oltrechè per casi particolari (art.38, d.lgs. n.165 del 2001; art.22 del d.lgs. n.286 del 1998), si inserisce nel complesso delle disposizioni che regolano la materia particolare dell’impiego pubblico, materia fatta salva dal d.lgs. n.286 del 1998 che, in attuazione della convenzione Oil n.175 del 1975, sancisce, in generale, parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti per i lavoratori extracomunitari rispetto ai lavoratori italiani. Per la Corte, l’esclusione dello straniero non comunitario dall’accesso al lavoro pubblico, al di fuori delle eccezioni espressamente previste dalla legge, non è sospettabile di illegittimità costituzionale, sia perché si esula dall’area dei diritti fondamentali, sia perchè la scelta del legislatore è giustificata dalle stesse norme costituzionali (art.51, 97 e 98 Cost.).

Ripristina la pagina

K2 Login