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FAMIGLIA - FILIAZIONE NATURALE - RICONOSCIMENTO - LEGISLAZIONE EGIZIANA CONTRASTANTE CON UN PRINCIPI

FAMIGLIA - FILIAZIONE NATURALE - RICONOSCIMENTO - LEGISLAZIONE EGIZIANA CONTRASTANTE CON UN PRINCIPIO DI ORDINE PUBBLICO INTERNAZIONALE - INAPPLICABILITA'

SENTENZA N. 27592 DEL 28/12/2006

Interessante affermazione della esistenza, nel nostro ordinamento, di un principio di ordine pubblico internazionale, che assegna rilievo e tutela alla filiazione naturale indipendentemente dalla circostanza che la normativa straniera, che sarebbe applicabile in base alle regole di diritto privato internazionale (art. 35, secondo comma, della legge n. 218 del 1995, di riforma del diritto internazionale privato, il quale prevede che la capacità del genitore di effettuare il riconoscimento del figlio naturale è regolata dalla sua legge nazionale), neghi giuridicità alla filiazione non legittima. La Cassazione sottolinea che il riconoscimento costituisce espressione fondamentale di tutela giuridica dei figli nati fuori dal matrimonio, riconducibile all’art. 2 Cost. ed al principio di uguaglianza di cui all’art. 3 Cost. in termini di pari dignità sociale di tutti i cittadini e di divieto di differenziazioni legislative fondate su condizioni personali e sociali; con la conseguenza della inapplicabilità nel nostro ordinamento di una legislazione, quale quella egiziana, che attribuisce la paternità all’uomo solo se il figlio sia stato generato nell’ambito di un rapporto matrimoniale, e della sostituzione alla legge straniera, astrattamente applicabile, con la corrispondente norma di diritto interno (art. 250 c.c.), ai sensi dell’art. 16 della citata legge n. 218 del 1995, che esclude l’applicabilità della legge straniera ove i suoi effetti siano contrari all’ordine pubblico.


La pronuncia in esame trova un precedente nella sentenza della Cassazione n. 1951 del 1999, la quale, chiamata ad esaminare la compatibilità con l’ordine pubblico internazionale del diritto marocchino e musulmano, che non conoscono l’istituto del riconoscimento del rapporto di filiazione naturale, ha ritenuto che una norma che si ispira ad un rifiuto assoluto di protezione della filiazione naturale non possa essere inserita nel nostro ordinamento, per contrasto con un principio di ordine pubblico internazionale italiano.
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