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ESPROPRIAZIONE – OCCUPAZIONE D’URGENZA – INDENNITÀ – DECURTAZIONE DEL QUARANTA PER CENTO – LIMITI DI

ESPROPRIAZIONE – OCCUPAZIONE D’URGENZA – INDENNITÀ – DECURTAZIONE DEL QUARANTA PER CENTO – LIMITI DI APPLICABILITA'

SENTENZA N. 23809 DEL 08/11/2006

In materia di liquidazione della indennità di occupazione d’urgenza, la Cassazione ha enunciato il seguente principio:
“Con riguardo alla procedura espropriativa regolata dalla legge 865 del 1971, il diritto dell’espropriando, ove il suolo sia oggetto di occupazione d’urgenza, di agire immediatamente per la determinazione dell’indennità, e, nello stesso tempo, di evitare che l’indennità di occupazione subisca, siccome commisurata all’indennità di espropriazione virtuale, la decurtazione del 40 per cento (riguardo ai suoli edificabili, secondo la formula di cui all’art. 5-bis della legge 359 del 1992), comporta che quest’ultima verrà applicata solo ove l’amministrazione che procede all’espropriazione abbia precedentemente indicato l’indennità provvisoria di espropriazione, come del resto prescritto dall’art. 11, che ne fa obbligo contestuale alla dichiarazione di pubblica utilità”.
La pronuncia risolve definitivamente la questione (nello stesso senso v. Cass., 6.4.2003, n. 6008) relativa all’eventualità procedurale che l’ente espropriante, che non abbia indicato la stima provvisoria dell’indennità di esproprio, proceda all’occupazione di urgenza. In tal caso, il proprietario espropriando – che può agire immediatamente (facendo uso della facoltà attribuitagli da Corte cost. 470 del 1990) per la determinazione dell’indennità di occupazione, da liquidare in una percentuale di quella virtuale di esproprio - non subirà la decurtazione della stessa del 40%, prevista dal

citato art. 5-bis, difettando il presupposto dell’ingiustificato rifiuto della cessione volontaria, per la mancanza di una tempestiva congrua offerta.
Appare dunque interesse dell’ente occupante determinare in via provvisoria l’indennità di espropriazione (che pone l’espropriando in condizione di addivenire alla cessione), in modo da creare immediatamente i presupposti per l’applicazione della riduzione del 40%: il che è possibile osservando scrupolosamente la procedura descritta dall’art. 11.
Del principio è ora dato esplicito riconoscimento legislativo, nell’art. 37, comma 2, t.u. espropriazioni, in cui la decurtazione del 40% dell’indennità è esclusa ove l’accordo di cessione non sia stato possibile per fatto non imputabile all’espropriato. E del resto la giurisprudenza, pur ammettendo l’indicazione tardiva dell’indennità, ha sempre fatto discendere conseguenze sfavorevoli all’espropriante, ove il comportamento fosse “strumentalmente mirato a ottenere l’abbattimento dell’indennità” (tra le altre, Cass. 4.4.2003, n. 5263; 12.4.2002, n. 5263).
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